martedì 24 giugno 2008

Quando overhealing è bene

Con overhealing ci si riferisci a tutte quelle cure che in totale o in parte vanno sprecate perchè il bersaglio della cura è a piena vita o comunque ha un deficit vita inferiore allentità della cura. E' opinione molto comune che l'overhealing sia qualcosa di negativo per un healer, e sostanzialmente è vero perchè rappresenta mana sprecato, tuttavia ci sono situazioni che lo richiedono.

Su WoW-insider.com (http://www.wowinsider.com/2008/01/15/raid-rx-overhealing-ftw/) affrontano proprio questo argomento, e confermano quello che avevo sempre pensato, quindi è l'occasione giusta per scriverlo senza fare una figuraccia troppo brutta.

In generale l'overhealing va minimizzato, cioè si deve sempre cercare di ridurlo al minimo, in primo luogo perchè si risparmia mana e in secondo luogo perchè è una cura buttata su un target quando lo stesso tempo di casting poteva essere usato per curare un altro target che ne aveva bisogno. Due sono quindi le ragioni per minimizzarlo: risparmio di mana e miglior uso del tempo di casting.

I contenuti PvE di basso livello permettono di usare un metodo di cura che possiamo definire reattivo, cioè vedi il bersaglio che prende danno, valuti quanto ne ha preso e curi con lo spell appropriato. In questo processo di cura reattiva, tra il danno preso e la cura intercorre il tempo di reazione e il tempo necessario a far arrivare la cura.

Nei contenuti PvE di alto livello la cura reattiva a volte è semplicemente inadeguata. Anche con tempo di reazione pressochè nullo, il solo tempo di cast della cura è troppo lungo e il bersaglio finisce per morire il più delle volte. Si utilizza quindi curare in modo proattivo, si tende cioè a castare le cure prima che arrivi il danno. Può sembrare una follia giocare a dadi con le cure, cioè spammare cure in overheal palese, perchè è abbastanza evidente che il mana finirà quanto prima e il bersaglio morirà lo stesso. E' qui che la bravura dell'healer entra in gioco.

Tre sono le mie regole dell'healer, che in ordine di priorità sono:

  1. Il main tank non deve morire
  2. Io devo sopravvivere
  3. Devo farmi bastare il mana fino a fine combattimento

Prendendo per buone queste regole, è ovvio che pur di far sopravvivere il main tank non devo badare a spese di mana. L'obiettivo ideale dell'healer è terminare il combat con zero mana, cioè farselo durare esattamente quanto occorre ed usarlo tutto. Il mana che vi rimane a fine combattimento è mana più che sprecato, perchè poteva essere usato per cure proattive, queste cure in overheal solo la vostra assicurazione contro i danni che potrebbero arrivare in qualsiasi momento. Sarebbe comunque da pazzi voler finire in tutti i modi il mana, la precedente è solo una affermazione ideale per dire che non si deve pensare a conservare il mana, si deve prima di tutto far rimanere vivo il tank e il raid, anche con overheal, e solo dopo pensare a farsi durare il mana per tutto il combattimento. Se siete nel dubbio... usate il mana e andate avanti, perchè se muore il tank avete perso.

Un eccellente healer proattivo è quello che ottimizza al massimo l'uso del proprio mana e la scelta degli spell, ed il risultato ottimale è proprio minimizzare l'overheal, cioè mandare a segno quante più cure possibile. Non è vero che l'healer proattivo è solo fortunato perchè indovina quando il bersaglio prenderà danno, al contrario.

L'healer proattivo:
  • deve conoscere molto bene come prende i danni il bersaglio delle proprie cure (tipicamente il proprio main tank)
  • deve conoscere molto bene il combattimento e sapere o prevedere gli spike di danno
  • deve usare i cooldown per ottimizzazione del mana e delle cure nei momenti critici
  • si regola a seconda delle fonti di mana nel party (shadow priest, shaman, druid)
  • sceglie in modo opportuno spell e rank per fronteggiare le varie situazioni
  • cerca di usare equip, gemme, consumabili MP5

Com'è che cerco di applicare tutte queste belle cose curando col paladino? Beh, quando il tank prende danno costante e moderato, mi piace nastro-castare FL o qualche rank minore di HL, perchè dato il bassissimo costo mana irrisorio, mi posso permettere percentuali elevate di overheal che però mettono al sicuro la vita del tank. Nelle transizioni di fase di alcuni boss metto in conto un paio di HL rank massimo castate in potenziale overheal totale, perchè le poche volte che non l'ho fatto ed il tank è esploso, ci sono rimasto veramente male. Particolarmente critiche le situazioni di switch dei tank in concomitanza con i cambi di fase dei boss, in quei casi oltre a pre-castare il rank massimo uso anche i cooldown (divine illumination, trinket). Quando le cose si mettono male e mi ritrovo improvvisamente con pochissimo mana, aspetto di finirlo totalmente, dopo di che LayOnHands e pozione di Mana restore. E infine come paladino per recuperare mana gratis cerco di farmi curare e non curarmi mai (spiritual attunement), se ci prendete confidenza finirete col desiderare di avere addosso dot o ricevere danni, perchè l'enorme quantità di mana che recupererete vi permetterà di curare ancora di più.

4 commenti:

Murnau ha detto...

... intanto ciao...
a scanso di equivoci devo dire che, queste stesse parole che hai postato nel Tuo articolo, sono quelle che hai utilizzato, in tempi non sospetti, nella risposta alla mia prima mail nella quale Ti chiedevo consigli sul come "essere un buon Paladino"... "parole-consigli che ho messo in pratica di buon grado (ben prima dell'uscita dell'articolo da te richiamato), e che hanno dato immediatamente ottimi risultati... quantificabili in un buon 25% di cure "aumentate" (e parlo di cure andate a buon fine), con solo un 10% in più di overhealing... ma cosa più importante, credo, siano i 3 punti da Te citati... il tank deve vivere, IO devo vivere, la mia mana deve bastare... seguendo questi 3 punti, senza avere quella che chiamo "ansia da overhealing", che spesso vuol dire cercare di essere migliori di altri healer in una sorta di gara "interna al raid" (gare da evitare come la peste per healer e dps all'interno di uno stesso raid), le cose sono migliorate tantissimo, ma non solo per quanto mi riguarda, ma per il raid tutto... visto che... il tank non è morto... io non sono morto... e la mia mana è sempre stata più che sufficiente...

ancora grazie per la Tua (passami il neologismo) palacompetenza...

saluti...

Murnau

Khassad ha detto...

Grazie per il "feedback" positivo sui pala-consigli. :) Ho cercato di dirti come lo uso io, non sarà certo il migliore dei modi, però ho visto che i risultati sono buoni e allora mi fa piacere esporlo ad altri per avere commenti ed eventualmente migliorare. :P

Per tornare in tema: spero di poter accumulare ancora un po' di spellhaste, perchè ho l'impressione che con molto haste potrebbero aprirsi nuovi scenari e nuove strategie di cura da usare.

Genio ha detto...

Ciao Khassad!

Con lo shamano mi distacco un po' dalla filosofia che anche se entra un overhealing totale va bene lo stesso...
Per i fight corti (trash, max 5 minuti) anche se entra una cura in overhealing non mi preoccupo del mana pool, ma in genere cerco di evitare.

Curo in modo preventivo anche io, ma se vedo che a 1 sec dalla fine del cast, il 90% della cura andrebbe sprecato, faccio un passino in avanti, interrompendola, e ne casto subito un'altra. Risparmio il mana sprecato della prima cura, e la seconda parte subito con il risultato di entrare in tempo tanto quanto avrebbe fatto la prima.

My two cents :)

Khassad ha detto...

Si Genio fai benissimo, qualsiasi tecnica uno utilizzi per ottimizzare il mana è una manna. ;) E comunque, come ho scritto nel blog, l'importante è che tu abbia la sicurezza che il tank è al sicuro.